• Estetista curiosa

Punti neri

SOS PUNTI NERI!!!! MA COSA SONO I PUNTI NERI? NON C'è NESSUNO CHE LO SA!!! 😜😜😜😜

Chiamasi punto nero o comedone in estetichese, quel piccolo essere che si annidita in alcuni punti del viso e non solo. PUNTI NERI sono chiamati “comedoni aperti” si formano quando il sebo, mescolato ai residui di esfoliazione e dissoluzione dello strato corneo (cellule morte) non riesce più a scorrere e diffondersi fuori dal poro,in questo modo i dotti pilosebacei che sono delle piccole sacche o bottigliette schiacciabili si riempiono. Superficialmente poi si aggiungono dei cofattori come polveri e residui di make up.

ma perchè succede tutto ciò? per capirlo bisogna considerare tre aspetti: 1. viscosità del sebo, 2. il diametro del foro di uscita o la luce, cioè lo spazio” libero” tra le pareti del tubo attraverso cui dovrebbe scorrere il fluido. 3. la pressione esercitata sulle pareti della sacca per spremerne fuori il contenuto.

Viscosità del sebo

Il sebo di suo ha una viscosità variabile dovuta alla sua composizione. E’ perlopiù una miscela semifluida di sostanze che sono fluide alla temperatura interna del corpo umano ma molte di queste sostanze cominciano a solidificare mano a mano che si arriva sulla superficie della pelle dove la temperatura è più fredda. Solitamente il sebo ha dei componenti che sono normalmente fluidi a 30°C mentre quelle del comedone (punto nero) sono solide.

Luce e Diametro del foro

Ovviamente più è largo il passaggio di uscita, il poro più sebo può uscire e diffondersi. Ma può anche accadere che qualcosa si incagli bloccando il flusso di uscita del sebo. Ad esempio un agglomerato di tessuti cornificati (cellule morte), frutto dello sfaldamento dello strato corneo lungo le pareti del dotto pilo-sebaceo. Queste componenti cerose ,cosi come ceramidi, gli esteri del colesterolo che si possono formare ed accumulare sono tutti solidi alla temperatura della pelle, alzano la probabilità che si formi un comedone. Anche le polveri, lo sporco o i pigmenti del make-up possono insinuarsi nel dotto pilosebaceo e contribuire alla formazione del comedone. Ma non solo ad aumentare il disequilibrio tra sostanze solide o liquisi si aggiunge: - la proliferazione delle pareti del dotto che produce una quantità maggiore di “cellule morte” e sostanze cerose o solide che il sebo fluido non è in grado di “drenare” . - la Sovraesponendosi ai raggi UV - le reazioni irritative localizzate nell’area del dotto pilosebaceo.

La pressione esercitata sulle pareti della sacca per spremerne fuori il contenuto.

Nei dotti pilosebacei, non ci sono pompe, motori o cose simili che spingono fuori il sebo. Al massimo una microscopica pressione dovuta alla dissoluzione dei sebociti nel profondo del dotto sebaceo. Il movimento, la contrazione delle pareti del dotto è l’unica energia che riesce a spingere fuori il sebo. ecco perchè i comedoni si formano più in aree meno soggette a sfregamento durante la detersione e si formino meno facilmente dove è presente un pelo terminale con il suo muscolo erettore posizionato proprio dove una sua contrazione agisce anche come spremitura della sacca sebacea.

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